l’Alta Visibilità

Quando si parla di “abbigliamento da lavoro” si pensa subito all’“alta visibilità”.

Rifletti sicurezza….

Questa convinzione non è del tutto falsa perché ne è un “sotto gruppo” molto importante.

Per la scelta di un indumento è necessario che si focalizzino bene degli aspetti caratterizzanti.

La “divisa da lavoro” per chi opera all’esterno, lungo la strada, in un cantiere o in presenza di pioggia o neve deve comprendere capi di abbigliamento ad alta visibilità che siano allo stesso tempo comodi e sicuri.

Come riconoscere le divise alta visibilità?

Sono indumenti di colore vivace, più frequentemente arancione o giallo, maggiormente visibili in condizioni di scarsa luminosità, con inserti catarifrangenti che riflettono la luce dei proiettori come i fari dei veicoli o i lampioni.

Sono capi d’abbigliamento professionali che devono essere resistenti.

Il lavoratore, infatti, spesso opera in ambienti all’aperto e con condizioni climatiche variabili. Intemperie, pioggia e gelo non devono intaccare l’efficacia dell’indumento.

Ci sono molte tipologie di capi ad alta visibilità per ogni stagione e condizione climatica che garantiscono la protezione ad ogni clima e ,al tempo stesso, assicurano la  massima visibilità

  • T-shirt, polo e maglie a manica lunga;
  • pantaloni e short da lavoro;
  • pile e felpe;
  • gilet di “ogni peso”;
  • giacche e softshell, anche specifici antipioggia;
  • giacconi.

Le classi EN ISO 20471

I capi di abbigliamento alta visibilità devono essere certificati EN ISO 20471.

Questa norma, nella sua ultima revisione, specifica i requisiti che devono avere gli indumenti, in qualsiasi condizione di luce, e recepisce i diversi standard già in passato codificati.

Per questo, quando si sceglie un giubbotto per sé o per i propri dipendenti, è bene assicurarsi che sia presente sull’etichetta la certificazione che lo fa rientrare tra gli “indumenti ad alta visibilità”.

L’abbigliamento di questo genere è suddiviso in varie classi di sicurezza che dipendono dalla superficie di materiale fluorescente (per la luce diurna) e retroriflettente (per i fari delle automobili).

Classe 1

La classe 1 è riferita a un livello minimo di protezione. Questi indumenti devono garantire la visibilità sia nelle ore diurne che in quelle notturne da tutti i lati e devono essere progettate in modo che il profilo del lavoratore possa essere facilmente identificato. Per questo, questi  indumenti sono idonei per tutti coloro i quali lavorano nelle vicinanze di veicoli che circolano sulla strada, principalmente in quelle private, ad una velocità media, inferiore o pari a 30 km/h.

Classe 1

La classe 2 è riferita ad un livello intermedio di protezione. È ideale per chi lavora in prossimità di strade urbane, locali ed extraurbane, in cui la circolazione dei veicoli è uguale, inferiore o media ai 60 km/h.  Anche in questo caso, le caratteristiche degli indumenti devono garantire la visibilità e l’identificazione della figura dell’operatore sia nelle ore diurne che notturne.

Classe 3

La classe 3 è riferita al massimo livello di protezione e deve coprire necessariamente il tronco del lavoratore. Le caratteristiche degli indumenti devono garantire la visibilità e l’identificazione della figura dell’operatore sia nelle ore diurne che notturne. È utilizzata in prossimità di strade urbane, extraurbane, autostrade, dove i veicoli viaggiano a velocità superiori ai 60 km /h.

Come scegliere un capo ad “alta visibilità”

Tessuto

Si deve innanzitutto considerare le condizioni climatiche e ambientali in cui il capo dovrà essere indossato.

Esistono giacche softshell valorizzate dall’uso di tessuti elastici, traspiranti e impermeabili, talvolta resi piu’ caldi da rivestimenti interni in pile oppure giacche o giubbini con imbottitura in poliestere, ideali per chi deve lavorare all’esterno o in ambienti particolarmente freddi per parecchie ore al giorno,

Le nuove linee prediligono tessuti stretch che garantiscono confort ma anche prestazioni tecniche molto buone.

Dettagli

Anche per quanto riguarda i dettagli e la vestibilità, in commercio si trovano capi ad alta visibilità con tasche interne ed esterne con chiusura a zip, tasche porta cellulare e passante per auricolare che possono facilitare l’uso a chi le indossa.

Lo stesso vale per la taglia: polsini e larghezza della vita possono essere regolati con un tirante in velcro o con una coulisse, a seconda del modello, per assicurare massima comodità e libertà di movimento.

Oltre al tessuto sono importanti le cuciture, meglio quindi che siano termosaldate che impediscono le infiltrazioni d’acqua, ma allo stesso tempo garantiscono grande libertà di movimento.

Giacche e giubbini con tasche interne ed esterne con la zip possono essere utili per conservare il cellulare, gli auricolari, facilitandone l’uso per chi li indossa.

Infine, anche la flessibilità delle taglie è molto importante, per un maggiore comfort nell’utilizzo e una massima libertà nei movimenti.

I migliori produttori finalmente stanno sviluppando linee d’abbigliamento specifiche per genere: modelli sciancrati e taglie anche per le lavoratrici in modo che sia più facile la scelta dei capi perché con vestibilità simile agli abiti che abitualmente si indossano.

Classe di sicurezza

Trattandosi di un dispositivo antinfortunistico, il capo d’abbigliamento ad alta visibilità deve rispettare le norme che abbiamo esplicitato qui sopra.

La classe 3 è la classe che fornisce il più alto grado di sicurezza e visibilità, per questo spesso si opta per “indumenti alta visibilità in classe 3”, cioè per capi d’abbigliamento fluorescente con bande catarifrangenti intorno alle braccia e al busto. Questa classe è obbligatoria per tutti coloro che lavorano o sono in prossimità di autostrade, vie di trasporto o aeroporti.

Per chi invece lavora in prossimità o su strade di classe A e B e per i corrieri è sufficiente la classe 2.

Ciascuna classe, quindi, deve avere aree minime di materiali ad alta visibilità incorporate, come indicato nella tabella che segue:

I capi d’abbigliamento possono essere destinati a coprire la parte superiore dell’individuo, quella inferiore o entrambe, comprendendo, eventualmente, anche le braccia. Questi ultimi ad alta visibilità, oltre le quantità minime di materiale fluorescente e retroriflettente indicato dalla classe di appartenenza, devono possedere anche altre caratteristiche che permettono la tutela del lavoratore dai rischi presenti nell’ambiente di lavoro.

Importantissime sono le bande di nastro riflettente, che devono sempre essere presenti su tutti i lati dell’indumento. Ciò significa che il corpo del lavoratore deve esserne circondato a 360 gradi.

È impossibile, infatti, prevedere da quale direzione, rispetto all’utilizzatore, arriveranno i veicoli. È preferibile, infine, che bande riflettenti siano apposte alle estremità degli arti dell’utilizzatore.

In questo modo, infatti, chi è alla guida di un veicolo, percependo i movimenti del lavoratore, potrà più facilmente riconoscerne la figura.

Bisogna inoltre considerare che la classe di prestazione può essere ottenuta anche combinando tra loro più indumenti.

Ad esempio, una gilet e un pantalone, entrambi in classe 2, se indossati insieme possono portare a una classe maggiore se il completo soddisfa il requisito minimo ottenuto dall’area effettivamente visibile.

Norme di manutenzione e lavaggi

Gli indumenti ad alta visibilità devono sempre essere mantenuti puliti. Macchie o residui di terra e polvere, infatti, possono comprometterne l’efficacia.

Ma come fare quando è necessario lavarli?

Sull’etichetta del capo di abbigliamento deve essere presente il numero massimo di lavaggi a cui è possibile ricorrere prima di intaccare le caratteristiche, e quindi l’utilità, del capo stesso. Si tratta di un’indicazione a cui prestare particolare attenzione.

Inoltre, è sempre bene non lavare gli indumenti ad alta visibilità con prodotti aggressivi. In linea di massima, bisogna seguire attentamente le istruzioni fornite dal fabbricante.

Marcatura

Sugli indumenti ad alta visibilità deve essere presente una marcatura che fornisce tutte le informazioni necessarie al lavoratore e al datore di lavoro.

Innanzitutto, deve essere riportata la classe di appartenenza del capo.

Viene, poi, riportato il numero di cicli di pulizia a cui l’indumento può essere sottoposto attraverso pittogrammi che indicano come trattare il dispositivo antinfortunistico in fase di lavaggio e di stiratura e, appunto, il numero massimo di cicli di lavaggio che il capo può sostenere.

Dalla marcatura deve essere identificabile il produttore (nome, marchio o identificazione del rappresentante autorizzato), il nome commerciale del prodotto o il suo codice identificativo, indicazioni sulla taglia.  Deve, inoltre, essere citata la norma di riferimento (EN 471).

Nelle istruzioni per l’uso, poste all’interno della confezione del capo, invece, sono presenti indicazioni su come indossare l’indumento e come manutenerlo.

Nell’”abbigliamento da lavoro e corporate” sono compresi tutti i capi necessari per poter svolgere le attività in sicurezza senza rinunciare al comfort.

Insomma, l’abbigliamento da lavoro deve offrire dei grandi vantaggi e può realmente fare la differenza durante una giornata lavorativa.

Personalizzazione

Questo tipo di capi non è consigliato che siano stampati o ricamati. Infatti, è molto frequente che i produttori dichiarino che l’applicazione di loghi implica la perdita della certificazione.

Nel caso fosse indispensabile personalizzare il capi questo dovrà essere ri-certificato, procedura che ovviamente ha dei costi e eseguibile solo da laboratori autorizzati.

Come puoi renderlo unico? Ecco le personalizzazioni più adatte!

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Stampa digitale diretta

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Stampa serigrafica

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